L’appuntamento è ormai di quelli imperdibili: venerdì sera, per dieci settimane, presso la Cascina Terra Buona di Nembro.
No, nessuno aspira alla celebrità, alla dizione perfetta, alla recitazione impeccabile, anzi, a dirla proprio tutta, la proposta ci ha inizialmente spaventati. Fidandoci di Laura, la nostra maestra d’arte, ci siamo messi in gioco.
Durante gli incontri, attraverso alcuni semplici esercizi, Laura ci ha introdotti in un mondo parallelo nel quale abbiamo innanzitutto scoperto la bellezza di poter essere se stessi, liberati da atteggiamenti giudicanti propri o altrui; abbiamo sperimentato la capacità di saperci sincronizzare con lo sguardo e con l’ascolto, abbiamo condiviso storie e in queste ci siamo immersi rappresentandole come fossero reali e immediate. È stato incredibile! Come quando da piccoli giocavamo in gruppo, ciascuno con il suo ruolo. Abbiamo riso tanto, ogni volta. Insieme abbiamo trovato un momento sereno da cui attingere ristoro e ricarica per affrontare il resto.
Ho sempre pensato che gli attori di teatro fossero persone capaci di fingere, di indossare una maschera, mostrare ciò che non sono ed essere altro nella vita reale. Forse la loro autenticità e bravura sta nel saper interpretare e presentare il personaggio secondo il proprio spirito più personale e profondo.
Anche noi, sul palcoscenico della vita quotidiana, calati nei panni della “mamma di” o “papà di”, rischiamo di recitare senz’anima se ci dimentichiamo di prenderci cura. Il laboratorio di teatro ci sta regalando la capacità di riconoscere la presenza, in noi, di risorse innate.
Scritto da Sara Bonazzi






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