La musica per comunicare e ascoltarsi

Presentazione di voi stessi e del ruolo di musicoterapista.

Francesca:

Sono Francesca, sono un’educatrice, oltre che una conduttrice di laboratori di musica. Cosa fai un musicoterapeuta o chi conduce un laboratorio musicale? Utilizza la musica per comunicare in un gruppo e per ascoltarsi però attraverso dei giochi musicali.

Gippo:

Io mi chiamo Gippo, all’anagrafe Giampiero Mercoli, sono musicista e sono quindi la parte musicale di questo duo. Nell’impostazione che utilizziamo per lavorare servono due figure, una esperta di musica e una esperta di osservazione in termini educativi. Questi due ruoli sono ben distinti, ognuno di noi conosce bene la propria parte e un po’ dell’altra.

L’attività consiste nell’utilizzare giochi musicali che possano stimolare dei comportamenti e una serie di osservazioni specifiche.

Quali obiettivi vi ponete e come li scegliete quando iniziate un nuovo percorso?

Francesca:

Bisogna sempre valutare in base al gruppo. Inizialmente ci vengono descritte le persone, il tipo di difficoltà da affrontare e il luogo in cui ci troveremo a lavorare, così da avere un’idea di partenza. 

Poi, con i risultati delle prime attività e conoscendo le persone dal vivo possiamo porci degli obiettivi più specifici.

Per esempio, se una persona tende a non ascoltare, noi impostiamo delle attività volte proprio a lavorare sull’attenzione, in modo da stimolare questa particolare sfera.

Ci sono comunque sempre obiettivi macro, legati all’ascolto, al protagonismo, al trovare un modo per comunicare, all’attesa del proprio turno e al rispetto reciproco delle relazioni

Come sono strutturati gli interventi che fate e nello specifico quello che fate il martedì per la cooperativa San Martino?

Francesca:

Allora, ogni incontro dura, per scelta, un’ora al massimo al fine di garantire l’attenzione di tutti. I percorsi che abbiamo proposto alla cooperativa sono stati due, il primo di dieci incontri a cui sono seguiti successivamente altri nove incontri.

L’incontro in sé prevede un momento iniziale di saluto che nel corso degli incontri è cambiato. All’inizio era un saluto molto personale, con un ritmo da riproporre agli altri, adesso invece è un gioco di movimento con la musica e il silenzio. 

Poi c’è un momento centrale dell’attività che può essere un gioco collettivo oppure quello che noi chiamiamo “il direttore d’orchestra” dove ogni bambino, a turno, può  decidere quando il gruppo suona e in che modo deve suonare.

Alla fine invece, c’è sempre un momento di chiusura, in cui il grande gruppo saluta a turno tutti i singoli componenti; il gruppo è accompagnato da un sottofondo musicale che è in mano principalmente a Gippo che usa la chitarra o un timpano della batteria.

Come scegliete quali strumenti da utilizzare?

Gippo: 

Questa è la mia. Allora innanzitutto io sono un chitarrista e quindi la chitarra è la mia prima scelta nel momento in cui devo creare una musica che faccia da sottofondo. 

La presenza della chitarra permette di creare una specie di atmosfera magica, che accompagna ogni attività del laboratorio musicale;io sottolineo continuamente quello che sta succedendo con la mia chitarra.

Però è vero anche che non è sempre lo strumento più adatto però per fare quello che ci prefiggiamo. In questo laboratorio infatti, abbiamo utilizzato anche la batteria, dosando quindi il ritmo a volumi differenti, perché il gruppo richiedeva questo tipo di approccio, che si è rivelato molto molto efficace. 

Quindi possiamo dire che la scelta dipende anche dal tipo di persone che si ha davanti.

Sappiamo che utilizzate spesso la chitarra, che ruolo ha?

Gippo:

La musica ha una sua propria struttura grammaticale, e posso impostare un discorso, esattamente come se stessi parlando, ma esprimendomi con la chitarra.

Magari non si colgono tutte le regole, ma tramite le canzoni, la musica nei film, ascoltando musica durante una passeggiata o lo sport, entriamo in contatto con la sua natura più intima. Così come non c’è bisogno di essere un regista per godersi un film.
E con la chitarra, rispetto al tamburo, posso fare questa cosa, posso fare un discorso fatto e finito.

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Una risposta a “La musica per comunicare e ascoltarsi”

  1. Un percorso meraviglioso, grazie per la vostra professionalità e allegria!!
    Arrivederci a Settembre

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