Educare giocando: intervista a Massimiliano Crotta di Homo Ludens

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Come nasce questa passione e il negozio Homo Ludens?

Homo Ludens nasce proprio perché da piccolino il gioco da tavolo era la mia passione. Poi, come capita a molti ragazzi, crescendo ho iniziato a giocare ai videogiochi, all’epoca erano arrivati i primi computer e mi ci sono appassionato.
Quando mi sono sposato ho avuto voglia di fare qualcosa di più tranquillo, e ho ricominciato a giocare con i giochi da tavolo, dapprima con i classici, per poi scoprire tutto un mondo di giochi nuovi, magari ancora sconosciuti, e da lì è rinata la passione, ho ampliato la mia collezione e cominciato a giocare con tante persone diverse.

Successivamente è successo che il lavoro che facevo allora mi iniziava a stare un po’ stretto, ho capito che era l’ora di mollare, ho pensato di fare qualcosa per me, che mi piacesse, e quindi ho deciso di aprire un negozio di giochi da tavolo.
Non volevo fare un semplice negozio di giochi, non sapevo nemmeno se ci fosse un grande mercato, anche se oggi è in aumento, volevo fare qualcosa per chi mi stava attorno, che fosse legato all’apprendimento dei ragazzi, quindi unire l’educazione, la crescita delle persone e i giochi da tavolo, divertirsi tutti assieme attorno a un tavolo e non a distanza.

Qual è il tuo gioco da tavolo preferito e perché?

Il mio gioco preferito si chiama Through the Ages Attraverso le ere, è un gioco di civilizzazione in cui ogni giocatore porta avanti la sua civiltà, dall’antichità fino all’era spaziale. Come? Tutto con le carte.
Nel gioco ci sono ad esempio carte che creano e migliorano strutture come miniere o fattorie, procurando materiali e cibo alla propria civiltà, altre che la evolvono grazie a conoscenze tecniche.
Per ottenere vari bonus nel gioco ci sono le carte leader, come Gengis Khan o Giulio Cesare all’inizio del gioco, fino a Gandhi o Bill Gates per l’epoca moderna.
Infine tutte le carte legate alle battaglie, perché purtroppo le guerre sono sempre esistite nella storia umana. In questo gioco ci si scontra con gli altri giocatori in maniera virtuale tramite la differenza di potenziale bellico.

Quindi utilizzando solo delle carte si può simulare una grandissima civiltà. Il mio gioco preferito ha solo un piccolo problema… è lunghissimo! Per una partita a questo gioco bisogna avere almeno diverse ore disponibili. Però è molto molto bello.

Qual’è stato il primo gioco da tavolo in cui hai giocato?

Come tanti, devo ammetterlo, i primi due giochi che ho giocato sono stati Risiko e Monopoli. Sono i classici, quelli che abbiamo tutti, e che probabilmente hanno introdotto tanti a questo mondo. Qualcuno si è fermato lì, io li ho messi da parte perché adesso ci sono giochi che sono, diciamo, meglio sviluppati, permettono di tenere la partita aperta fino alla fine. Però dobbiamo dire grazie a questi giochi che hanno sviluppato la passione di tante persone.

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