Una continua scoperta: intervista a Federica Corti delle ACLI

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Andrea, uno dei ragazzi del progetto Acrobati, ha partecipato al tirocinio presso le ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) di Bergamo. Il tirocinante si è occupato di lavoro amministrativo al Patronato in Galleria Fanzago, mentre a San Bernardino, in sede, si occupa di editing audio di varie interviste e di altre attività a supporto del lavoro d’ufficio. Il tirocinante si sente altamente soddisfatto delle attività che sta svolgendo.

Cosa vi ha spinto ad aprire le porte per un’esperienza lavorativa ad un giovane autistico?

Di fatto le ACLI da sempre sono attente al tema del lavoro, e nel corso del tempo ci siamo interrogati su cosa potessimo fare per le persone che entrano nel mondo del lavoro o cercano una nuova occupazione.
I diversi progetti di inserimento lavorativo hanno sempre interessato aziende e contesti terzi, cui noi abbiamo fatto da tramite, e costruendo tirocini su misura, ma mai presso le nostre sedi.

La possibilità di creare delle possibilità di lavoro internamente all’associazione si è concretizzata tramite lo sportello Azimut. Uno dei comuni promotori del progetto è il comune di Gandino, e così abbiamo conosciuto Andrea, che ha capacità e competenze che all’interno della sede provinciale servivano e ci potevano dare una mano. Così ci siamo attivati per accoglierlo da noi come tirocinante.
È stata una sfida, ma volevamo raccogliere questa possibilità, passare da ente promotore ad ente che ospita situazioni di lavoro, non legate a servizio civile o volontariato, avere a che fare con un lavoratore vero e proprio, come Andrea.

Pensi sia stata utile la possibilità di avere un educatore del progetto Acrobati?

Assolutamente sì, avere avuto, e avere ancora, una persona di riferimento è stato fondamentale per noi.
Prima di confermare l’esperienza con Andrea, abbiamo fatto diversi passaggi con Katty, coordinatrice dell’area autismo della Cooperativa San Martino.
Di fatto noi non abbiamo mai avuto a che fare con delle persone con autismo, e non avendo competenze specifiche ci serviva avere degli strumenti per poterci relazionare con Andrea, e farlo lavorare al meglio.
Insieme abbiamo costruito un vademecum con regole ed informazioni, fondamentale anche per me per capire e gestire al meglio questa esperienza.
Allo stesso tempo noi restituiamo a Katty una panoramica generale di come sta andando avanti il tirocinio, se funziona tutto bene e come poter migliorare.

Federica Corti

Com’è stato questo percorso lavorativo con un giovane neuro-divergente?

È bello, interessante, mi ha dato la possibilità di scoprire molte cose anche su me stessa. Sono sempre stata estremamente caotica, spesso mi ricordo le cose all’ultimo momento; invece dover affidare dei compiti ad Andrea mi costringe ad avere una settimana organizzata.
Anche i miei colleghi si sono resi conto che è una buona risorsa, che possono affidargli dei compiti, che verranno portati a termine molto bene, e ridurre il proprio carico di lavoro.

Trovo molto interessante che Andrea sia molto elastico su alcune cose, ad esempio, proprio questa mattina ha dovuto imparare un nuovo compito datogli da una collega, e non è sempre facile improvvisarsi e riuscire in nuove attività.
Per me è una continua scoperta estremamente positiva. Ogni tanto è un po’ faticosa, devo ammettere che a volte devo sforzarmi per riuscire a capire cosa potergli affidare.
Però è uno sforzo molto bello, io sono soddisfatta, mi sono confrontata con i miei colleghi e penso che lo siano anche loro.
Chiaramente ci sono delle cose che possiamo migliorare, anche da parte nostra, ma è una continua scoperta, crescita e il bilancio fin qui è molto positivo!

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