Negli ultimi decenni, l’autismo è diventato un tema centrale nella sanità pubblica, con un aumento significativo delle diagnosi e una crescente necessità di servizi adeguati. Secondo i dati internazionali, la prevalenza del disturbo dello spettro autistico nella popolazione generale si attesta tra l’1% e il 2%, con studi più recenti che parlano di 1 caso ogni 54 bambini (CDC, 2016). In Italia, lo studio dell’Osservatorio Nazionale Autismo dell’Istituto Superiore di Sanità indica una prevalenza dell’1,35% nei bambini in età evolutiva.
Questo incremento è dovuto a diversi fattori, tra cui una maggiore consapevolezza, il miglioramento degli strumenti diagnostici e una più attenta osservazione dei sintomi in età precoce. Tuttavia, resta il problema della discontinuità nei percorsi di presa in carico, soprattutto nella fase di transizione all’età adulta, e delle difficoltà di accesso ai servizi, che variano a seconda del territorio.
Per rispondere a queste sfide, Regione Lombardia ha sviluppato un Piano Operativo Regionale Autismo, che segue una prospettiva bio-psico-sociale, ponendo al centro la persona con disturbo dello spettro autistico e la sua qualità di vita. Questo piano si articola in diagnosi precoce, interventi terapeutici mirati, supporto alle famiglie e programmi per la transizione all’età adulta.

Diagnosi precoce e strumenti innovativi
Uno degli obiettivi fondamentali del piano regionale è garantire una diagnosi precoce e tempestiva, affinché il bambino possa accedere a interventi che favoriscano un migliore sviluppo comunicativo, cognitivo e sociale.
L’importanza della diagnosi precoce è evidenziata dai dati: se i sintomi dell’autismo vengono riconosciuti già nel secondo anno di vita, gli interventi tempestivi permettono traiettorie evolutive più favorevoli. Tuttavia, la diagnosi in Italia avviene mediamente intorno ai 3 anni e può essere ritardata ulteriormente nei casi meno evidenti o in famiglie con minore accesso ai servizi.
Per migliorare l’identificazione dei bambini a rischio, Regione Lombardia ha implementato la piattaforma WIN4ASD (Web Italian Network for Autism Spectrum Disorder), un sistema informatico che permette ai pediatri di famiglia di effettuare uno screening precoce per il disturbo dello spettro autistico durante il bilancio di salute dei 18 mesi.
Il sistema permette di:
- Identificare i casi a rischio attraverso una valutazione strutturata.
- Facilitare la connessione tra cure primarie e servizi specialistici di neuropsichiatria infantile (NPIA).
- Evitare sovraccarichi inutili nei centri di diagnosi, migliorando l’efficienza del sistema sanitario.
Strategie di intervento e progetti regionali
Oltre alla diagnosi precoce, il Piano Operativo Regionale Autismo prevede una serie di progetti mirati, finanziati dal Fondo Autismo, per migliorare la presa in carico delle persone con disturbo dello spettro autistico lungo tutto l’arco della vita. Tra i più significativi troviamo:
- AUTER (Attivare Una Risposta TERritoriale per la formulazione del progetto di vita per le persone con autismo): un progetto che mira a sviluppare percorsi individualizzati basati sul concetto di Quality of Life, con particolare attenzione ai ragazzi dai 16 anni in su.
- PERVINCA (PER una Visione Inclusiva e Continuativa dell’Autismo): rivolto ai bambini e ragazzi tra i 7 e i 21 anni, con un approccio che garantisce continuità negli interventi e nell’inclusione scolastica e sociale.
- AUTINCA (Attivare Una risposta Territoriale INclusiva e Continuativa per le persone con Autismo): un progetto che rafforza la rete di servizi a livello locale.
- DIAPASON (DIAgnosi e Percorsi per persone con Autismo attraverso il potenziamento dei Servizi e dei cONtesti di Vita): focalizzato sull’espansione delle risorse diagnostiche e terapeutiche.
A livello territoriale, il Nucleo Funzionale Autismo ASST Bergamo Est coordina i servizi di neuropsichiatria infantile (UONPIA), con équipe multidisciplinari formate da neuropsichiatri, psicologi, logopedisti e terapisti della neuropsicomotricità.

Approcci terapeutici e supporto alle famiglie
Gli interventi terapeutici seguiti in Lombardia si basano su modelli con validità scientifica consolidata, tra cui:
- ABA (Applied Behavior Analysis): strategie comportamentali per migliorare le abilità sociali e comunicative.
- TEACCH: metodo che struttura l’ambiente per favorire l’autonomia.
- ESDM (Early Start Denver Model): programma precoce per migliorare le competenze cognitive e sociali.
- CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa): strumenti per facilitare la comunicazione in persone con difficoltà verbali.
Un altro aspetto centrale è il supporto alle famiglie, attraverso percorsi di Parent Training, in cui i genitori ricevono formazione su:
- Strategie di comunicazione.
- Gioco e interazione con il bambino.
- Gestione dei comportamenti problema.
- Accesso ai servizi e supporto burocratico (Legge 104, misure B1 e B2).
La transizione all’età adulta e nuove prospettive
Uno dei momenti più critici per le persone con autismo è il passaggio all’età adulta, dove spesso viene a mancare il supporto ricevuto nell’infanzia. Per affrontare questa problematica, è stata istituita un’équipe di transizione che si occupa di:
- Valutare i giovani tra i 16 e i 18 anni con strumenti specifici (WAIS-IV, Vineland, ADOS-2).
- Facilitare il passaggio ai servizi per adulti, differenziando tra disabilità prevalente e psicopatologie.
- Seguire i casi orfani, ovvero soggetti senza disabilità cognitive ma con difficoltà sociali.
Scritto da Dr. Gitti
Neuropsichiatra infantile, direttore UOC di NPIA ASST Bergamo Est


Lascia un commento